La comunità

La Comunità socio-sanitaria L’Impronta è un servizio di residenzialità per persone adulte disabili. È una casa sia per uomini che per donne che, per vari motivi, non possono più essere a carico dei propri genitori. Gli ospiti vivono la comunità come la propria casa, all’interno della quale sviluppano le relazioni interpersonali e ricevono l’assistenza necessaria, soprattutto dal punto di vista sanitario. Molti di essi infatti sono anziani e il servizio risponde all’accompagnamento alla terza età con tutto ciò che essa comporta: la perdita di alcune capacità, il distacco dalle persone care e altre emozioni forti.

Vivere la comunità come la propria abitazione significa vivere la quotidianità della vita. Pertanto gli operatori della struttura si curano di tutti gli aspetti: dall’alimentazione all’igiene, dal vestiario alle questioni sanitarie. Ogni persona ha una sua specificità, quindi tutto il lavoro di équipe è calato sul bisogno individuale dell’ospite. La Comunità L’Impronta rappresenta un’opportunità alternativa al ricovero per anziani. Vuole essere una casa che mantiene alta la qualità della vita degli ospiti. Per questo motivo è anche un contenitore di emozioni forti e si affronta anche il tema del fine-vita. Ci si prende cura delle “piccole cose” e delle relazioni personali con e tra gli ospiti stessi. Così come si cerca di includere la famiglia d’origine finché ciò risulta possibile.

È una struttura aperta al territorio e spesso vengono organizzate uscite ludiche nel fine settimana. In questo servizio l’ospite viene preso in carico dal gruppo educativo e non dal singolo operatore, senza omologare le professionalità dei singoli, bensì crescendo nelle diversità.

Attualmente vivono in comunità dieci ospiti, mentre tre persone la frequentano nella forma diurna, dalle 9 alle 17. La struttura dispone di sette educatori professionali, distribuiti su turni che coprono l’intero arco della giornata. Collaborano due cuoche, due addetti ai servizi e cinque volontari. Il servizio è attivo sin dalla fondazione della cooperativa. È intitolato a Franco Alborghetti, proprietario della struttura che decise di donarla per farla diventare una casa-comunità per anziani disabili.

 

Documentazione